Hoppìpollà

Il profumo di non-ti-scordar
di me sulla pelle ti travolge
in pioggia d’oceano blu.
Così spalanchi l’ombrello
giallo impermeabile all’acqua
e al tempo trascorso via e
Hoppìpollà! Tra le pozzanghere
ridi senza rughe negli occhi:
l’assurda pretesa di iridi
d’arcobaleno luccicanti
Felicità lontana da noi.

Fenissa Holden©

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Canto V

Ricadono fiori sugli amanti,
sulle braccia mute di neve
spalancate all’alito freddo
di un dio che ama solo sé
stesso e l’inverno bruciante.

Evapora con lentezza il petto
dei condannati al gelo senza
[perdono,
eppure dall’alto si può ancora
udire un invisibile gesto di pace
[salvifico.

E la fossa diventa un giardino
da cui spuntano gialli i narcisi,
dono di Ade, e margherite dipinte
per oracoli ridenti perché
“Tornerà primavera.
[Un giorno”.

Dalle statue spiccano il volo rondini
lievi di marmo vivo: si tengono strette
mentre in silenzio attraversano il cielo.

Fenissa Holden©

Dipinto: Edward Burne-Jones, “Love among the ruins” (1894)

Senza Voce

Quello che non riusciamo a dirci
scivola dagli occhi
sulle guance
e si perde
nel sigillo di labbra mute.
Non osano parlare più
per paura di perdere
l’ultima illusione,
speranza di giorni felici.

Il silenzio è un linguaggio a noi caro:
ossigeno di braci crepitanti calma e
nei bronchi sottile anidride di fumo.

Così arde la fenice dei ricordi e
nel pianto si rigenera di fiamma
fiorente, silente, purpurea. Ancora.
Se stringiamo le mani si vedono
vene e un fiore di vetro fragile
al vento di parole guizzanti
nella lingua – sempre? – rinchiusa.

Fenissa Holden©

Dipinto: Marie Spartali Stillman, Il messaggero d’amore (1885).

Arborea

Dentro la sfera
si arrampicano i rami: foreste
in miniatura che smarriscono
cuori solitari e selvatici
nella pace del vetro.

Di là, più oltre la luce di tramonto
pioggia e
foglie
cadono
sotto i passi distratti.

La Noia le raccoglie
per incollarle su quaderni d’oro
da riaprire un giorno
senza timore del vento
e nel buio fermarsi a sognare
la vita degli alberi.

Fenissa Holden©

Foto: Christian Leggiero (instagram: @chrisli_ig)

L’amore in uno sguardo

La bellezza di una donna
è negli occhi grandi e scuri
come nocciole d’Oriente:
scintillano vita e promesse e
nei riflessi sanno essere fedeli
custodi di sogni e nostalgie.

“Resta con me” – dicono –
spalancati sull’infinità
dello sguardo amato.
“Resta con me” e la voce
è seta che accarezza
il cuore rapito dello sposo
in ascolto sulla riva del mare.

Fenissa Holden©

Foto: Luca Rajna

Futuro semplice

Mi rivedrai.

Gli occhi scintilleranno di bellezza
rubata ai roseti in fiore a dicembre,
rideranno come ninfee selvatiche
sorprese a giocare a nascondino
al chiarore lunare dell’orto di Boboli.

Ti rivedrò.

Nello sguardo la serenità dell’estate
che innamora la notte con la luce
ed è subito alba se sorridi ancora
una volta solo per me tra onde di mare.

Ci rivedremo.

Nei sogni il futuro è così semplice
per questo crediamoci per sempre
e nelle labbra facciamoli incontrare
la luna, il sole e tutti gli astri, amore mio.

Fenissa Holden©

Foto: Virgola, “Amore e Psiche”

Il quaderno azzurro

A Firenze ho comprato un quaderno
per dipingere d’inchiostro d’acqua
la bellezza del tuo nome tanto amato:
saranno turchesi le vocali
e blu, blu intenso le consonanti
morbide e vibranti come velluto.
Tutta la carta più bianca
tremerà di te, sembrerà cantare
quando qualcuno per caso curioso
leggendo ad alta voce mi domanderà
“Lui chi è?” e io timidamente arrossirò.

Fenissa Holden©