I racconti della Controra

[“Papavero, perché non si può tappezzare il mondo di messaggi segreti, cacce forsennate di sassi e di foglie, abbracci di sconosciuti, poesie sulle mani, baci al finestrino, ossa di antenati…?”]

Oggi vorrei consigliarvi di seguire il blog di Rebecca Lena, scrittrice e fotografa dallo stile originale e poetico:

Sto leggendo il suo primo libro, “Racconti della Controra” e INCANTO è la prima parola che mi viene in mente per definirli: l’incanto del Tempo che passa e inesorabile consuma le cose, ma a chi ha occhi grandi per vedere lascia resti preziosi – conchiglie, impronte, cartoline, fotografie, lacrime, ricordi – che generano STUPORE come di fronte a una “Wunderkammer”.

Incanto è la Controra stessa, le prime ore del pomeriggio estivo, quando generalmente si resta in casa a riposare perché il sole genera miraggi e straccia i confini tra il nostro mondo e gli altri, quelli più sottili. Chi esce rischia l’incontro con se stesso, si ritrova allo specchio scarnificato e deforme. Osso. E l’Azzurro del mare che leviga si fonde in nebbia e nulla. Volo bianco di farfalle. Sogno.

Qui trovate “Sagome” il racconto che amo particolarmente (ma sono tutti splendidi):

Osservate anche la delicatezza delle fotografie: l’artista le ha realizzate con una tecnica complessa chiamata Lift Off (scioglimento in acqua delle polaroid, stampa su carta e acquarelli). Nel libro ne trovate 20, 20 piccoli capolavori che accentuano il potere evocativo delle parole.

Fenissa Holden©

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